Gravidanza gemellare, tutto quello che c'è da sapere

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Una gravidanza gemellare ha caratteristiche differenti rispetto alla gestazione di un solo bambino. Affrontiamo tutti i punti più importanti di questo percorso - dalle possibili cause ai rischi.

Gravidanza gemellare, quando si vede

È in occasione dell'ecografia del primo trimestre, che si effettua tra le 6 e le 14 settimane, che il ginecologo verifica la vitalità dell'embrione, la sede della gravidanza (intra o extra uterina) e il numero dei feti presenti
Gravidanza gemellare, le cause
Se la gravidanza è spontanea, la presenza di gemelli è abbastanza rara: si verifica in meno dell'1% dei casi. Se, invece, la gravidanza è l'esito di un intervento di procreazione assistita, allora le probabilità aumentano. Anche la familiarità può giocare un ruolo nella possibilità di aspettare dei gemelli.
La familiarità riguarda in particolare la linea materna ed è limitata ai gemelli eterozigoti: probabilmente è legata a una predisposizione della donna ad avere ovulazione doppia.

Gravidanza gemellare, le tipologie

È molto importante capire il prima possibile che si tratta di una gravidanza gemellare per valutare quale sia la tipologia.
1. Il numero di feti
«Le gravidanze gemellari hanno generalmente due o, più raramente, tre feti. Se sono spontanee è molto difficile che si superi questo numero. In passato, le procedure di stimolazione ovarica potevano produrre anche gravidanze con 5-6 feti, ma ora le tecniche sono migliorate e non si vedono più casi di questo tipo. Sopra tre, infatti, la probabilità che giungano al termine della gravidanza o che si sviluppino normalmente è assai ridotta».
2. Il numero di placente: gravidanza gemellare monocoriale o bicoriale
«Circa il 10% delle gravidanze gemellari è monocoriale, cioè c'è una sola placenta  alla quale sono collegati due o più feti; gli altri casi sono bicoriali, cioè ci sono due placente per due feti diversi».
«La prima eventualità è più rischiosa - sottolinea l'esperto - perché le circolazioni fetali sono collegate, quindi c'è la possibilità che si verifichino trasfusioni di sangue da gemello a gemello». Si parla in questo caso di trasfusione feto-fetale, una condizione che si verifica all'incirca in un caso su sei e può essere grave, potenzialmente letale. Se la situazione è grave, si cerca di intervenire con un'operazione di separazione della placenta con laser, oppure anticipando il parto.
«Un'altra complicanza della gravidanza monocoriale è il ritardo di crescita selettivo: uno dei due gemelli è più piccolo dell'altro, elemento che però mette a rischio anche il fratello».
3. Amnioticità
Generalmente abbiamo un sacco amniotico per gemello. Molto raramente (<1% delle gravidanze gemellari) i feti possono essere contenuti nello stesso sacco amniotico oltre che avere un'unica placenta. Queste sono gravidanze ad altissimo rischio, in particolare per la facilità con cui si possono formare nodi tra i due cordoni ombelicali, e richiedono una consulenza e una gestione precoce.
4. La zigosità
I gemelli possono essere monozigoti, cioè derivare da un solo ovocita fecondato che si divide dando origine a due individui distinti, oppure eterozigoti, ossia generati da due ovociti differenti fecondati contemporaneamente da due spermatozoi differenti.
Gravidanza gemellare, il percorso prenatale
Per una gravidanza gemellare bicoriale il primo e il secondo trimestre sono molto simili a quelli di una gravidanza singola, anche come tipo di esami da effettuare, pur con alcune particolarità. Nel terzo trimestre, invece, ci sono problematiche specifiche da affrontare e generalmente qualche controllo in più.
Gravidanza gemellare, i rischi
I rischi di una gravidanza gemellare con due feti sono aumentati rispetto a una gravidanza singola, ma in genere sono gestibili. Per la mamma, c'è un maggior rischio di andare incontro a diabete gestazionale, ipertensione, preeclampsia(soprattutto se sono presenti altri fattori di rischio) e parto cesareo.
Dal punto di vista fetale, c'è invece maggior rischio di aborto spontaneo, ritardo di crescita e parto pretermine. Se la gravidanza gemellare è monocoriale, a questi rischi si aggiungono anche quelli di trasfusione feto-fetale e malformazioni fetali Al di fuori di questo caso particolare, il rischio di malformazioni e malattie congenite, anche genetiche, è pari a quello delle gravidanze singole.
Se un gemello muore, in una gravidanza bicoriale in genere non si fa nulla se non osservare con attenzione mamma e feto, effettuando una corretta programmazione del parto ed eventualmente prescrivendo una terapia antibiotica per evitare infezioni. Se, invece, la gravidanza è monocoriale i rischi aumentano e possono essere necessari accertamenti avanzati fino all'anticipazione del parto. In linea teorica, prima avviene l'aborto più possibilità ci sono per l'altro gemello di sopravvivere e non avere problemi».
Gravidanza gemellare, i disturbi comuni
Una gravidanza gemellare in genere si caratterizza per alcuni elementi: la nausea all'inizio della gestazione; l'indurimento della pelle sulla pancia già dal secondo mese; bruciori di stomaco dovuti alla pressione che i bambini esercitano; problemi digestivi; fiato corto e affaticamento della circolazione; ritenzione idrica e comparsa di vene varicose.
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Se non hanno particolari difficoltà, le future mamme gemellari possono tranquillamente abbandonare il lavoro all'inizio dell'ottavo mese. Tuttavia, in genere devono rimanere a casa un po' prima o, in alcuni casi, anche molto prima.
Gravidanza gemellare, centri specializzati
Per chi segue la gravidanza gemellare l'elemento fondamentale da conoscere è il numero di feti e delle placente. «Non è però una valutazione sempre semplice da fare, ecco perché è bene, una volta saputo che si tratta di una gravidanza gemellare, farsi seguire in un centro specializzato».
Si tratta di strutture che hanno la possibilità di assistere gravidanze problematiche: «Cliniche universitarie, o centri con specifica competenza ed esperienza in medicina fetale».
Gravidanza gemellare, il parto

n genere, il parto gemellare è un po' più complicato di quello singolo: «La possibilità di un parto vaginale non è esclusa e solo al termine della gravidanza si può valutare se procedere in tal senso a seconda dei livelli di benessere della madre, della crescita fetale, della posizione dei feti e della placenta. Se questi prerequisiti sono soddisfatti si può tentare, ma spesso si finisce comunque in un taglio cesareo. Nelle gravidanze monocoriali, invece, si tende a fare cesareo elettivo-programmato perché ci possono essere complicanze aggiuntive.

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